MOTOCICLISTI: INCENTIVI ALLA SICUREZZA
ottobre 31, 2016
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MOTOCICLISTI: INCENTIVI ALLA SICUREZZA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE CICLO E MOTOCICLO ACCESSORI

21 milioni di euro di risparmio in costi sociali, per effetto della diffusione di paraschiena ed airbag tra conducenti e passeggeri di motocicli e scooter: a questo risultato porterebbe l’approvazione, da parte del Governo, di sgravi fiscali per l’acquisto di dispositivi di sicurezza passiva, richiesti da Confindustria ANCMA.

Milano, 14 ottobre 2016 – L’incontro con il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Luigi Casero e con il Vice Presidente della Commissione Trasporti On. Vincenzo Garofalo – svoltosi oggi a Milano – ha rappresentato l’occasione per un confronto tra il mondo politico, l’industria e il mondo della ricerca scientifica sulla sicurezza dei motociclisti e sul ruolo dell’abbigliamento protettivo.

In un Paese, come l’Italia, dove circolano circa 8 milioni di veicoli a due ruote, tra ciclomotori e motocicli, l’attenzione per la sicurezza degli utilizzatori è doverosa: scooter e moto, infatti, rappresentano una modalità di spostamento imprescindibile, soprattutto all’interno dei contesti urbani, favorendo la decongestione del traffico e la riduzione complessiva dell’inquinamento ambientale: secondo uno studio di Ambrosetti, se il 10% degli automobilisti passasse alle due ruote il risparmio di tempo che ne deriverebbe avrebbe un valore di circa 1 miliardo di euro. Nonostante i progressi nella riduzione dell’incidentalità stradale (-30% delle vittime su due ruote a motore negli ultimi 5 anni), molto lavoro resta ancora da fare, come dimostrano le 814 vittime e i 55 mila feriti di incidenti motociclistici verificatisi nel 2014, ultimo anno disponibile delle rilevazioni ACI/ISTAT.
Uno studio realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del progetto ST.E.P (Studio Efficacia Paraschiena), evidenzia che l’utilizzo del paraschiena riduce del 40% il rischio di riportare lesioni alla colonna, in caso di incidente: ciononostante, come emerge dello stesso studio, solo un quarto dei motociclisti utilizza questo dispositivo di sicurezza durante i propri spostamenti.

Secondo Confindustria ANCMA la diffusione di queste protezioni verrebbe favorita dall’introduzione di sgravi fiscali. Per questo motivo chiediamo alla politica di sostenere la nostra richiesta di prevedere una detrazione del 50% del prezzo di acquisto di questi capi tecnici nella prossima Legge di Bilancio. La misura costerebbe alle casse pubbliche circa 2,5 milioni di euro a fronte, come si è visto, di una riduzione dei costi sociali quantificabile in 21 milioni di euro.

L’industria nazionale dell’abbigliamento protettivo motociclistico, rappresenta un’eccellenza della produzione manifatturiera in Europa e nel mondo, soprattutto per l’elevata qualità dei propri prodotti, frutto di importanti investimenti in innovazione tecnologica, che rappresenta il vero valore aggiunto della produzione nazionale. Le aziende italiane del settore generano un fatturato di circa 300 milioni di euro, corrispondenti a circa il 10% del giro d’affari complessivo dell’industria motociclistica.

“La prossima Legge di Bilancio – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA – rappresenta un’occasione irrinunciabile per favorire la diffusione di dispositivi di sicurezza che possono veramente fare la differenza in caso di incidente. I motociclisti costituiscono una componente fondamentale della mobilità urbana e, per questo motivo, la tutela della loro sicurezza è un obiettivo tecnologico per l’industria ed è un dovere morale per lo Stato”.

“I dati resi noti dall’Istituto Superiore della Sanità – afferma l’On. Vincenzo Garofalo, Vice Presidente della Commissione Trasporti della Camera – in merito alla riduzione del rischio di lesioni in caso di incidenti stradali, grazie all’utilizzo di alcuni dispositivi di sicurezza e, al contempo, quelli poco confortanti relativi al loro impiego, ci convince della opportunità di sostenere in parlamento questa iniziativa. L’uso dei mezzi di trasporto a due ruote ha, come sappiamo, un impatto di grande importanza per la vivibilità delle città perché contribuisce enormemente alla riduzione del traffico e consente, a chi li impiega, una notevole riduzione dei tempi di percorrenza.

Per questo occorre intervenire per rendere questi utenti vulnerabili sempre più protetti e sicuri. Questa iniziativa trova pieno sostegno nei componenti dell’intergruppo parlamentare “amici delle due ruote”, da me presieduto, in quanto si muove, decisamente, in questa direzione”.

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