TEST | Honda CRF 400RX Enduro
marzo 4, 2018
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TEST | Honda CRF 400RX Enduro

Domare una tigre

Dotata di un motore difficile da domare la Honda CRF450 RX è destinata ad un pubblico più propenso al racing che all’enduro ludico. Coscienti del problema, in RedMoto si è pensato di adottare una soluzione radicale, riducendo la cilindrata a 400 cc. Ma attenzione, la tigre non si è trasformata in un docile gattino

Se la 450 RX, apparsa l’anno scorso, ha subito conquistato il suo pubblico fatto da chi ama le performance estreme o da chi ha un forte legame con il marchio, è necessario dire che non è adatta a tutti. Concepita per i terreni crossistici, e per il cross country all’americana, nella pratica enduristica “europea” risulta essere troppo prestante. Ecco quindi l’esigenza di ingentilirla, renderla quindi fruibile a tutti. Con l’elettronica si sarebbero potuti fare miracoli, ma perché mortificare una moto che concettualmente ha il suo perché e che in fondo ci piace cosi? La soluzione arriva con “l’abbassamento” della cilindrata, che mantenendo inalterate le doti primarie della moto, la rendono più adatta all’enduro fatto nei nostri boschi, dove la guidabilità e la facilità di guida sono elementi essenziali. L’altro obbiettivo è quello di poter competere con le concorrenti più agguerrite del segmento, quali KTM 350 EXC o Beta 390 RR, per citarne alcune. Le analogie estetiche con la 450 sono notevoli, a parte l’adesivo sul forcellone che indica appunto la nuova cilindrata e uno collettore dedicato, tutto è rimasto praticamente invariato. Le linee risultano snelle e ben raccordate, molto bello il convogliatore dell’aria sul radiatore e la tabella porta numero anteriore, che contiene lo stupendo faro a led. Un piccolo appunto va alle tabelle porta numero laterali, che si graffiano dopo pochi minuti, cosi come il carter frizione, che perde il suo caratteristico colore nero quasi immediatamente.

Il resto dell’articolo su EnduroAction n°11

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