1000 Km OffRoad con la Husqvarna 701 Enduro. Prime impressioni.
luglio 24, 2017 Condividi

1000 Km OffRoad con la Husqvarna 701 Enduro. Prime impressioni.

Finalmente la moto tuttofare?

Questo il quesito al quale con il nostro test desideriamo cercare di rispondere.

Dai primi chilometri, oltre 250, comprensivi di una vecchia speciale di un Rally del Buttero, è emerso che la Husqvarna 701 è una moto con un gran carattere e un’enorme personalità, un po’ come il suo motore, stupefacente per fluidità, dolcezza di erogazione, ma anche per allungo e potenza: pensate che in un breve allungo su strada rigorosamente chiusa al traffico (ci credete, vero?) abbiamo toccato i 170 Km/h indicati dal Garmin, quindi assolutamente reali, e questo solo tirando appena le marce e neanche accucciandosi!

Il motore spinge davvero tanto, ma lo fa in maniera dolce e fruibile con un’erogazione che ricorda più un bicilindrico che un mono. L’allungo è veramente stupefacente e sembra non finire mai.

Su asfalto la moto è notevolissima: vola via veloce da una curva all’altra con grande naturalezza e conseguente divertimento. I freni sono eccellenti e bisogna solo ricordarsi la sempre necessaria prudenza per non farsi prendere troppo la mano.

Ad un primo esame statico la sella, alta, piatta e dura faceva temere una scarsa comodità, ma a fine giornata non si è avvertito il minimo indolenzimento, segno che evidentemente la posizione di guida è stata studiata molto bene.

Anche l’ergonomia necessita di un po’ di assuefazione: la prima impressione è di una moto un po’ larga tra le gambe, specialmente in piedi, ma probabilmente questo deriva soprattutto dal paragonarla alle enduro competizione, categoria a cui questa moto magari a volte dà l’impressione di appartenere, ma che non è la sua.

Certo, l’altezza sella non facilita il compito per chi non è un giocatore di pallacanestro, ma questo, anche se forse è più facile a dirsi che a farsi, è un problema solo da fermi: in movimento il bilanciamento è perfetto, tanto da seduti che in piedi.

Volendo, per chi è alto, un manubrio con piega più alta sarebbe gradito per la guida in piedi, ma si può facilmente ovviare con dei risers.

La giornata davvero molto calda, stabilmente oltre i 34° ha reso un po’ fastidioso a bassa velocità il calore proveniente dai radiatori, con l’elettroventola spesso in funzione. Ricordiamo però che le nostre erano condizioni limite, con parecchi minuti passati a bassa velocità per esigenze fotografiche.

La strumentazione:

la moto della nostra prova è equipaggiata con un formidabile Garmin 276 Cx che ci manca solo che prenda Netflix e faccia il caffè, poi fa davvero tutto!   Appena acceso forse mette un pò in imbarazzo per il fatto che ormai siamo abituati ai touch screen, ma poi presa la mano, diventa facilissimo da utilizzare. Un pregio e un difetto ? Il display è maestoso, la lettura avviene in qualunque condizione di luce, ma è un tantino grande. Per agganciarlo al manubrio abbiamo usato una staffa Twalcom semplicissima nel montaggio quanto robusta. Il navigatore che è di dimensioni ragguardevoli è divenuto un corpo unico tanto è la robustezza di questa staffa. Altra peculiarità  è la possibilità di avere un numero infinito di posizioni. Ma di questi aspetti approfondiremo nei prossimi articoli.

Quella di serie dell’Husqvarna è molto semplice e pragmatica, uguale a quella dei modelli enduro competizione. Per chi scrive va benissimo: c’è tutto quel che serve, forse però qualcuno un po’ più esigente potrebbe desiderare qualcosa di un po’ più appagante.

Ritorniamo al comportamento dinamico: il telaio non ha evidenziato il minimo problema, anzi! Estremamente stabile e maneggevole, denota la sua origine corsaiola: è infatti praticamente lo stesso delle moto che corrono e dominano alla Dakar, come dire che occorre ben altro per metterlo in crisi, e neanche alla Dakar ci riescono, probabilmente!

Sulle sospensioni vorremmo prendere ancora un po’ di confidenza per esprimere un giudizio, il primo non è del tutto entusiasta sulla forcella, soprattutto come taratura, più che come materiali. Va da sè che magari con qualche “click” la situazione varierà radicalmente: vi faremo sapere.

Abbiamo appena cominciato la nostra prova e non vediamo l’ora di proseguirla, pregustando tutte le strade dove intendiamo portarla. Che ne dite: vogliamo considerarlo un segno positivo del nostro primo contatto con l’Husqvarna 701?

A cura di  Filippo Ceccucci

Foto di     Alvise Raimondi

 

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