Africa Eco Race 2020. Botturi chiude al secondo posto la seconda tappa.
Gennaio 8, 2020 Condividi

Africa Eco Race 2020. Botturi chiude al secondo posto la seconda tappa.

Mhamid – La seconda tappa dell’Africa Eco Race oggi era proprio quel tipo di tappa in cui valeva la pena partire indietro. Non tanto per le tracce, dato il terreno così duro, quanto per la velocità. In parte simile a quella dello scorso anno, ma in parte rinnovata del 50 per cento, la tappa da Tarda a Mhamid, di 329 chilometri era proprio una classica del Marocco. Sassi, sassi, oued, piste pietrose e qualche dunetta qua e là: in definitiva bella, veloce, ma anche navigata. Di quelle in cui non puoi aprire il gas a manetta – come si dice – ma devi dosarlo e per chi sta dietro è facile individuare la polvere da lontano e avvicinarsi a chi lo precede. Alessandro Botturi, su Yamaha, forte della vittoria di ieri, nella prima tappa della AER 2020, è partito in testa stamattina da Tarda e ha aperto la pista per quasi tutta la giornata, fino a che Pal Anders Ullevalsetter, il suo avversario principale dello scorso anno, e probabilmente anche di questa edizione, non lo ha raggiunto. Il norvegese ha vinto la speciale partendo nono stamattina e ha recuperato su Botturi, che ha chiuso comunque secondo la tappa con 9’35” di svantaggio rispetto al vincitore. Al terzo posto Lyndon Poskitt, alle spalle di Bottu, per poco più di quattro minuti: “Conosco già Ulleval e so come viaggia – ha detto il bresciano al bivacco di Mhamid – però oggi ho avuto modo di osservare anche Lyndon. Devo dire che non se la cava male, è veloce e anche con la navigazione sbaglia poco, mi sa che dovrò tenerlo d’occhio”.

Alessandro Botturi

In classifica generale Botturi cede la prima posizione al norvegese ma per un solo minuto e 29”. Mentre sistema la sua tenda Botturi racconta la giornata: “Tutti dicono che era la stessa tappa dello scorso anno, ma sinceramente io non me la ricordavo. Ho fatto la mia gara, aprendo la strada ma facendo molta attenzione perchè se è vero che era veloce, è anche vero che era molto facile sbagliarsi. Proprio negli ultimi chilometri, quando Pal Anders mi stava dietro, anche se staccato di qualche centinaio di metri, ho avuto un’incertezza e ho rallentato perchè non sapevo se ero sulla pista giusta”. In effetti i trabocchetti quest’anno abbondano in un road book che come sempre è estremamente preciso e ben fatto: “Sto cominciando a entrare in gara – confermava Botturi – devo abituarmi di nuovo a questi terreni e al road book ed ogni giorno è importante”. A Mhamid intanto sotto un bel sole i piloti si riprendono dalle fatiche di oggi cercando anche di dimenticare i meno 3 gradi che stamattina li hanno svegliati al bivacco di Tarda. Un briefing alle 7,45 li ha poi accompagnati al via della prova speciale, a 200 metri dalle tende del bivacco, da dove la Yamaha del pilota della Squadra Corse Angelo Caffi ha preso il via alle 8,20. Domani si scende ancora più a sud, in Marocco, con la terza tappa da Mhamid a Oued Draa: una tappa di 516 chilometri di cui 497 e mezzo di prova speciale. La prima moto partirà alle 8,30 – il sole sorge proprio intorno a quell’ora e bisogna aspettare per non costringere i piloti a partire con il buio – e affronterà un primo brevissimo trasferimento di 4 chilometri e mezzo prima di entrare in speciale. Ad attendere Botturi e tutta la carovana dell’Africa Eco Race 2020 domani il famoso Erg Chegaga che assisterà al passaggio dei piloti per ben 28 chilometri prima di lasciare il posto alle dune e alle piste, come sempre pietrose, tipiche del Paese.

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