Dakar 2021. Una dakar indimenticabile
Gennaio 15, 2021
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Dakar 2021. Una dakar indimenticabile

di Antonio Ammiragli

foto dakar Press

I numeri di questa Dakar sono davvero importanti tenendo conto poi del pericolo Covid, 12 tappe per 7700 chilometri circa di cui 4700 di prove speciali, con ben 6 piloti che si sono avvicendati alla testa della corsa.

Erano ormai anni che non si assisteva ad una Dakar cosi avvincente, siamo stati in piedi per praticamente due settimane. L’ultimo pilota ad agguantare la testa della classifica sino all’ultimo metro di speciale è stato Kevin Benavides, pilota Argentino scovato da Martino Bianchi, quando dirigeva la brigata Hondista. Kevin Benavídes è un appassionato di enduro argentino che nel 2016 ha fatto il suo ingresso sulla scena della Dakar con un impressionante 4° posto finale. Il suo grande debutto è stato seguito da una brillante stagione durante la quale ha trionfato sia in patria che all’estero. A soli 15 giorni dall’inizio della Dakar 2017, Kevin – già confermato come pilota ufficiale Honda – si è rotto la mano durante un allenamento e non ha potuto partecipare al rally. Durante la Dakar 2018 dal Perù all’Argentina passando per la Bolivia, Kevin è tornato in forma. Ha lottato  con i piloti di testa fino a perdersi nella decima tappa, rinunciando a parte delle sue possibilità di vittoria finendo comunque al secondo posto. Si è presentato nel 2020 come papabile vincitore e lo ha dimostrato per 6 tappe sino a quando il suo motore non ha ceduto, arrivato al bivacco con ben 4 ore di ritardo, è stato una pedina importante per la vittoria del suo compagno di squadra Brabec.

47 Benavides Kevin (arg), Honda, Monster Energy Honda Team 2021,

Ma la dakar vinta da Benavides è anche la dakar persa da un nugulo di pretendenti, a partire da Matthias Walkner che durante la 2° tappa rompe quasi irrimediabilmente la frizione che ripara solo grazie all’intervento di uno “sconosciuto” privato che gli offre aiuto per finire a Toby Price che di Dakar ne ha vinte ben due, vittima di una caduta complice però la rottura del freno e della gomma posteriore. Su questo inconveniente è ormai virale il suo intervento per riparare lo squarcio rimediato nella tappa Marathon. Con fascette e pezzi di gomma è riuscito comunque a ripartire ed a mantenere un ritmo elevatissimo. Fra i protagonisti mancati troviamo, (perdonatemi) come al solito Joan Barreda che dimostra ancora una volta la sua doppia veste di gran mattatore e “pecora al pascolo”. Diversi sono stati infatti gli errori di navigazione compreso l’ultimo che gli è costato rimanere lungo la speciale senza benzina. Un vero peccato, un pilota che rimarrà negli annali come vittorie di tappa ma che non riesce mai a convolare a nozze con la vittoria finale. Per ultimi nominiamo i francesi volanti, vale a dire Van Beveren e De Soultrait, il primo ha cercato in tutti i modi di frenare i suoi impeti e finire la Dakar nella Top Ten, il secondo non ci è riuscito ed è caduto malamente fratturandosi clavicola e una vertebra. Peccato per loro, ritengo siano due fra i piloti più spettacolari in assoluto.

Sam Sunderland

Non benissimo per i colori Italiani capitanati da Maurizio Gerini che sino al suo ritiro era primo assoluto nella classe Original by Motul. Per lui una brutta caduta a pochi chilometri dalla fine dell’ottava tappa gli provoca un leggero trauma cranico e una piccola emorragia interna. Eppure la sua tenacia lo aveva portato a completare l’intero percorso sino al bivacco, dove fortunatamente ha trovato dei medici che lo hanno portato in Ospedale per accertamenti. Rammarico anche per Angelo Pedemonte, Lorenzo Piolini, Davide Cominardi, Angelo Pedemonte e Francesco Catanese che non hanno visto purtroppo il nastro d’arrivo della dakar. Ma fra coloro che possono festeggiare con la medaglia commemorativa troviamo l’adorabile Cesare Zacchetti e l’infinito FRANCO PICCO che a 65 anni suonati porta a compimento la sua 30° Dakar.

Franco Picco

Non possiamo non citare Tiziano Internò, un ragazzo di poco più di trent’anni che corona il sogno di partecipare alla Dakar quasi da neofita della navigazione. Una caduta lo ha messo fuori durante la quarta tappa ma a lui va il merito di averci fatto vivere la Dakar come nessuno sin d’ora. Con Tiziano abbiamo vissuto oltre che le sue emozioni, quelle che si vivono solo partecipando e vivendo all’interno di questo enorme circus fatto di piloti ma soprattutto di una miriade di persone che danno vita alla gara più bella del mondo.

 

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