Daniele Donin – Il poeta della motocicletta – Seconda parte
Maggio 26, 2019 Condividi

Daniele Donin – Il poeta della motocicletta – Seconda parte

La seconda parte dell’intervista che sul numero scorso ha riscosso molto interesse e consensi tra gli enduristi, tra i viaggiatori e tra i sognatori…
a cura di gabriele feliciani

 

Parlaci del tuo libro, “Le strade e i giorni”

Nel 2015 ho praticamente cambiato lavoro con tempi e problematiche molto diverse da quello che avevo sempre fatto. Nonostante le “com-pressioni” sono riuscito a ritagliarmi tre settimane di vita e partire per un viaggio lungo la via della seta, fin nel cuore del fiabesco Pamir, catena montuosa tra le più alte del pianeta.

La stagione come sempre non era tra le più indicate a causa del freddo e del meteo. Infatti una volta partito ho iniziato a trovare piccoli “intoppi” già dall’Ucraina e poi lungo la strada verso l’Asia centrale incontrando tormente di neve, strade ghiacciate, ma anche il caldo torrido di alcune giornate trascorse nel deserto del Kazakhstan. Il viaggio è stato difficile e ha messo alla prova la mia forza di volontà e in molti casi anche la mia esperienza.

La Penisola di Kenai in Alaska, USA.

La Penisola di Kenai in Alaska, USA.

Innumerevoli volte sono caduto, mi sono piantato nella neve a oltre 4.000 metri, sono volato giù da un cassone nel tentativo di caricare la moto su un camion, ho preso in pieno un’auto ai confini con l’Afghanistan e sono stato perfino arrestato dai soldati tagiki per essermi rifiutato di lasciargli la “mancia”.

Ma sono riuscito comunque a superare gli altissimi passi del Pamir, con la mia “kammella” stracarica, tra fango, neve, pietraie, lungo la mitica M41 e a raggiungere Samarcanda e Tashkent, dalla quale poi ho rispedito la moto con l’aereo. Come sempre, dalle cose difficili nascono le esperienze più belle e il viaggio sul Pamir non ha fatto eccezione.

Da questa esperienza profonda e intima un po’ alla volta è nato un racconto di viaggio nel quale però il viaggio su strada è poco dettagliato, quasi “onirico” e fa solo da cornice ad un viaggio ben più intenso e affascinante…

Il resto dell’articolo lo trovate in edicola con EnduroAction n°18

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