Gamma Honda My 2020: a tu per tu con Michele Berera
Febbraio 29, 2020 Condividi

Gamma Honda My 2020: a tu per tu con Michele Berera

Nel numero 22 attualmente in edicola di Enduro Action, Bebo Rizzini ha testato per voi le nuove Honda Red Moto 2020. Se sulla rivista potete leggere test e dettagli tecnici, sul nostro sito potrete invece leggere questa intervista realizzata con  Michele Berera, Sales&Marketing Director di Red Moto, proprio in occasione dei test di dicembre all’Offroadpark Metzeler di Arco.

La gamma 2020 – esordisce Berera – replica esattamente quella del 2019, quindi 250, 400 e 450 più la 300 che è stata introdotta, appunto, lo scorso anno. A chi si chiedesse il perchè della 300 e della 400 rispondo semplicemente che, visto che le moto che arrivano dal Giappone sono la 250 e la 450, noi abbiamo pensato di ampliare la gamma a un pubblico differente. La 400 è dedicata a un pubblico di amatori, la 300 invece strizza l’occhio a chi fa le gare: è come guidare un 250 ma con tanta potenza di picco in più – quasi 4 cavalli – con la maneggevolezza di una 250. Però più potente”.

E inoltre?

Questa gamma si completa con le Special – sempre quattro – con eventuali optional che si possono aggiungere. Queste sono le nostro moto Racing, moto da enduro, da corsa, e poi c’è una versione dual, chiamata CRF 450 XR, più racing ed extreme: è una versione che può fare tantissimi chilometri, ha un po’ di potenza in meno rispetto alla versione di gara con cui condivide configurazione e telaio, ma permette praticamente le stesse cose in pista di una moto da corsa. E poi ci sono anche le versioni SuperMotard”.

Abbiamo parlato del pubblico degli amatori, che percentuale hanno sul mercato?

Honda di per sé è un prodotto dedicato ai piloti, non è una moto che nasce per l’amatore, però gli interventi che fa Red Moto sulla moto standard, quando arriva dal Giappone, danno la possibilità anche all’amatore di accedere a un prodotto che nasce racing. Tutte le nostre moto dalla 250 alla 450 – quest’ultima con tantissimi cavalli di serie – grazie ai nostri interventi sui controlli e sulle mappature per esempio, diventano moto utilizzabili e fruibili per chi proprio pilota non è però, pur strizzando l’occhio a chi va più forte. La 400 che deriva dalla 450 – con cilindro più piccolo, da 449cc a 413cc, e con un pistone a bassa compressione – diventa una moto sempre potente ma adatta all’amatore. Chi non se la sente di guidare una 450 può optare per una 400 ed entrambe hanno poi la possibilità delle tre mappe, di cui due ulteriormente personalizzabili dal concessionario, più il controllo di trazione.

Ampia possibilità di scelta, dunque?

Per andare incontro alle esigenze degli amatori e anche per dare un aiuto più importante di guida ai professionisti, sulla 450 e sulla 400 è stato introdotto il Torque Control che agisce sull’erogazione del motore iniziale, quando la moto può sembrare molto esplosiva ; in questo modo, tarpando le ali alla moto, si riesce a farla guidare anche da chi non riesce a gestire questa esplosività. Abbiamo tre mappe motore di cui due ulteriormente modificabili, tre posizioni di Tourque control, più lo zero – cioè senza alcun controllo – per un totale di 12 modalità motore sul modello 400 e 450. Diciamo che su questi due modelli, che sono quelli con il maggior numero di cavalli, si riesce a domarli anche grazie a questa particolarità elettronica. Sulla 250 e la 300 che non hanno così tanti cavalli e di conseguenza non necessitano di avere questo controllo della trazione le mappe consentono una personalizzazione in base alle esigenze di ogni pilota”.

Grazie all’elettronica quindi, oggi, ogni persona può crearsi la moto che preferisce e che più gli si adatta?

Sì, tenendo presente che la caratteristica di Honda su queste moto è di avere le cinque marce – quindi non da enduro estremo – ma grazie a questi controlli elettronici si riesce a sopperire a questa caratteristica meccanica che la moto non ha. Si gioca un po’ di più con l’elettronica piuttosto che con la meccanica”.

Anche a livello estetico è stato fatto un gran lavoro…

La moto è completamente diversa e viene proposta con due livree di colore, una per le versioni standard con una prevalenza di rosso e nero e poi le versioni Special con un tocco di blu, come i vecchi colori HRC”.

Sul mercato sono arrivate tutte subito dopo Eicma 2019, tranne la 300 che ci ha messo un pochino di più…

Perchè la 300 è stata oggetto di un ulteriore importante sviluppo dal punto di vista gruppo termico e gestione elettronica. Quando nel 2019 venne introdotta sul mercato, la 300 aveva solo due mappe, nel 2020 la moto presenta 3 mappe come tutte le altre: nuovo cilindro, nuovo pistone più tutta una serie di interventi fatti dalla Casa madre, per esempio sul gruppo termico e, appunto, le tre mappe. La 1 è la standard, la 2 è la soft per i percorsi più difficili, e la 3, che chiamiamo Aggressive, è la più rapida e aggressiva, appunto”.

Parliamo di mercato, c’è chi dice che l’enduro sia morto, o in agonia, ma non mi sembrano esattamente questi i segnali che arrivano, voi come Honda che ne pensate?

Per quanto ci riguarda bisogna ricordare che chiamandoci Honda siamo una nicchia in questo settore dove sono i marchi della concorrenza che dominano, però noi ci troviamo in un momento in cui il mercato è tra lo stabile e la crescita, di sicuro non in diminuzione. La gamma che noi proponiamo è composta da due modelli che poi si tramutano in quattro e poi in otto però alla fine sempre due sono le moto: posso dire con assoluta certezza che non è di sicuro in calo, ma la globalità del mercato non la facciamo noi. Nel cross siamo i leader, ma nell’enduro siamo fra le piccole e le cose stanno funzionando bene. A livello numerico posso dire che all’estero c’è una forte richiesta, per esempio in Portogallo e Spagna dove ci sono crescite importanti. Anche in Francia si sta risollevando bene il mercato dopo un periodo di crisi e poi il Nord Europa piano piano si sta muovendo in positivo”.

E se parliamo invece a livello agonistico?

Noi crediamo che l’enduro debba essere sempre l’enduro. Noi di Honda crediamo che ci debba essere una identità in tutto quello che si fa ed è per questo che partecipiamo in maniera massiva ai Campionati nazionali in Europa, e al Mondiale, con diversi team e supporti, perchè crediamo che l’enduro vada alimentato. Proposte diverse e più spettacolari possono essere più belle e attrattive a livello immagine e tivù, ma di certo non è quello che i nostri clienti vogliono, e neanche voi. Detto questo ci rendiamo conto che è sempre più difficile praticarlo, ma noi ci crediamo. C’è bisogno di aggiustamenti a livello nazionale e internazionale, sui regolamenti, bisogna trovare un compromesso per andare tutti d’accordo ma l’importante è che le Case restino unite per cercare di mandare avanti questo sport motoristico che è uno dei più belli del mondo”.

 

Di Elisabetta Caracciolo

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