GS Trophy 2020. Ecco il team italiano
Agosto 6, 2019 Condividi

GS Trophy 2020. Ecco il team italiano

Hanno corso con lo zaino sulle spalle, riparato uno pneumatico, costruito un ponte con legni recuperati.

Hanno spinto a braccia una BMW F 850 GS su percorsi accidentati, guidato sull’alveo di un torrente in secca reso viscido dalla pioggia, affrontato test attitudinali.

Hanno dormito in tenda, percorso una ripidissima discesa con la moto spenta sostenuta da una corda, e risalito un “muro” di sterrato cercando di impiegarci più tempo possibile, senza mettere piede a terra.

Sono serviti due giorni di prove per selezionare i componenti del Team italiano che affronterà il BMW International GS Trophy 2020. 500 le candidature online, 50 i migliori che sono stati invitati al Castello di Rivalta, sede della GS Academy. Dopo il primo giorno sono rimasti in 20, poi in 10. Alla fine soltanto in tre: Alberto Ballardin, Federico De Angelis e Michele Pradelli.

Per loro, è scattata una nuova avventura, che li porterà in Nuova Zelanda, il prossimo febbraio, per sfidare gli altri 18 team internazionali. Missione vittoria, possibilmente. Esperienza irripetibile, sicuramente.

Per tutti e tre è stato il primo tentativo. Michele Pradelli ha saputo delle selezioni da un amico, Federico De Angelis da un post su facebook, Alberto Ballardin in occasione di una gara in Grecia. Si è accesa la scintilla, e via.

È stato un po’ come un salto nel vuoto, perché non sapevo cosa mi sarebbe aspettato” racconta Michele Pradelli, modenese, classe 1980. “Non temevo tanto le prove di guida, quanto il resto. E la realtà ha confermato le aspettative: sono state due giornate intense, soprattutto a livello fisico. Ma anche psicologico, perché da subito si è lavorato in gruppo, fatto team, per prepararci allo spirito della competizione”.

Pradelli in sella alle moto ci è praticamente nato (“a 6 anni la prima volta su una moto da trial con papà e i suoi amici”) e tanto ha vinto in gare di trial, extreme enduro, enduro e motorally. “Poteva diventare una professione, ma alla fine ho preferito tenerla come passione. Mi sono tolto tante soddisfazioni: sono stato campione italiano di trial nel 2000, 2001 e 2013 e ho ottenuto il Guinness World Record per il salto da fermo con moto da trial”. Ora questa nuova sfida. “Il motorally significa viaggio, avventura, ma anche condivisione con gli amici. Sarà sicuramente un’esperienza che lascerà il segno, che affronto con determinazione e assoluta voglia di vincere”.

Lo stesso spirito lo dimostra anche Federico De Angelis, umbro di Terni, classe 1977. Dietro la sua barba folta da pirata, c’è tutta la passione di chi ama il motorally da impazzire. “Nel 2005 ho preso la mia BMW R 1150 GS Adventure, ancora in uso, dopo 185.000 km di avventure. Da tre anni partecipo al campionato italiano motorally, prima avevo affrontato qualche gara di enduro a livello regionale. Ma nel motorally ho trovato davvero la mia dimensione”.

Di certo il GS Trophy sarà qualcosa di eccezionale. “Sarà una gara in cui conterà la guida, ma anche la parte fisica, psicologica. Più che il singolo, sarà determinante il team. Per questo abbiamo già iniziato a fare gruppo tra di noi, ci sentiamo su whatsapp, faremo qualche uscita in moto assieme”.

Alberto Ballardin è il più giovane del team. Classe 1991, padovano, si è avvicinato al motorally un po’ per caso. “Vengo dal mondo del cross, ma dopo un incidente volevo cambiare disciplina e, avendo la moto in casa, mi sono iscritto a una gara motorally. Pensavo fosse più semplice, invece ho trovato una disciplina affascinante, dura, navigata, che regala grandi soddisfazioni”. Ora lo sterrato della terra ai confini del mondo: un’avventura elettrizzante. “Di sicuro sarà un’esperienza indimenticabile. Difficilmente sarei mai andato in Nuova Zelanda per conto mio, tanto meno per un’avventura in moto così impegnativa. Impareremo molto, correremo come squadra, nasceranno belle amicizie”.

Ufficio Stampa BMW
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