La famiglia Motorally
Dicembre 7, 2020
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La famiglia Motorally

La morte di Sara Lenzi rimbomba nelle nostre menti, ed anche se non la conoscevo personalmente, sono pesantemente rammaricato e dispiaciuto. Non si può morire a 18 anni, quando hai una vita intera da trascorrere con tutti i suoi progetti e i suoi sogni. Un destino malefico che colpisce tutta la famiglia di Sara oltre che quella del Motorally. Non credo di esagerare quando considero il Motorally una grande famiglia che gira attorno al suo vero “papà” Antonio Assirelli. Questa disciplina non ha precedenti nel mondo, nessuna Nazione ha mai organizzato un campionato cosi articolato e lasciatemelo dire cosi ben organizzato. Io ne ho fatto parte e so bene di cosa parlo. Ed è questa la ragione che mi ha spinto ad esprimere il mio parere a cui rimango fedele sulla sospensione della gara.

Faccio seguito al post che ho scritto stamane, citando quanto scritto

“Non abbiamo voglia di polemizzare sul fatto che la gara andava sospesa, anche perché Sara non merita alcuna polemica. Lei è la sola vera vittima di una passione che alle volte punisce aspramente chi non lo merita. Ma, un piccolo appunto è doveroso farlo. Lasciamo a voi lettori interpretare questo nostre righe”

 

Successivamente al mio post ricevo la cordiale telefonata di Antonio Assirelli, che con molto garbo mi spiega le ragioni della mancata sospensione della gara. ” pur non avendo voglia di fare nulla, ho mantenuto la promessa data ai Genitori di Sara che con l’animo distrutto dal dolore, mi hanno chiesto di continuare in memoria di Sara” Queste le parole di Antonio Assirelli che cito integralmente. Il dolore di Assirelli è palpabile, e non ci vuole una Laurea per capire che avrebbe voglia di mandare tutto ad ortiche.

E’ ovvio e lo dico con estrema franchezza, il mio rimane un parere, che sicuramente può essere più o meno condiviso dai partecipanti e dallo stesso Antonio, che non vuole polemizzare in alcun modo con “la Famiglia Motorally”, capisco anche che il mondo delle gare è fatto anche di dolori profondi come la scomparsa di Sara Lenzi che ha perso la vita facendo quello che più gli piaceva.

Un abbraccio da parte nostra alla Famiglia di Sara e di Paolo Machetti, che ci mette sempre il cuore nelle cose che fa. 

Antonio Ammiragli

 

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