Mille Sassi
26/07/2021 Condividi

Mille Sassi

Mille Sassi: 800 km di divertimento

Testo: Gabriele Feliciani – Foto: Emanuela Folci

Per noi è la prima manifestazione su più giorni dopo il lockdown, quindi entusiasmo e aspettative sono a mille. Aspettative che non sono state tradite, perché subito ci accorgiamo che si tratta di un evento nel quale un’attenta regia cerca di non lasciare nulla al caso.

L’organizzatore propone l’evento in tre format diversi: sei giorni, tre giorni e una sola giornata. Impegni lavorativi ci impongono di optare per la tre giorni. Nel pomeriggio del 9 giugno siamo già a Figline Valdarno (FI) a sbrigare le incombenze relative le verifiche che, in questa occasione, si limitano al controllo documenti e al ritiro dei numeri e dei pass per i tre giorni. E’ la prima edizione di questa manifestazione ma il grande numero di iscritti lascia intendere che gli organizzatori hanno lavorato molto bene con la promozione.

Ma sono altre due le cose che ci fanno definitivamente capire il target dell’evento: la prima è che col numero uno sul cupolino della propria Yamaha Tenerè partirà Franco Picco, che non ha certo bisogno di presentazioni; la seconda è che speaker (e non solo) della Mille Sassi sarà Elisabetta Caracciolo, voce storica di tante Dakar e testimone di mille e più avventure motoristiche in ogni angolo del globo.

Dopo un veloce briefing che ha più che altro la funzione di dare il benvenuto ai piloti e presentare la manifestazione, ha inizio la cena. Serata molto gradevole con un unico neo: per rispettare le norme anti covid siamo stati costretti a dividerci in due gruppi e cenare in due differenti strutture. Un vero peccato ma ovviamente è stato necessario. La mattina successiva alle 7:30 il lungo serpentone di piloti parte dalla bella piazza Marsiglio Ficino di Figline Valdarno in direzione Volterra (PI).

Il parco moto della Mille Sassi è molto variegato, dalle moderne dual alle storiche enduro degli anni 80… insomma, davvero un bel vedere. La traccia della giornata prevede circa 240 km che spaziano dalle strade bianche tra i filari di vite ai boschi fitti con passaggi più impegnativi. Di sicuro non ci siamo annoiati. Molto bella è stata la sosta per il pranzo all’aperto a Poggibonsi nel parco di una bellissima rocca medievale. Nel tardo pomeriggio giungiamo a Volterra, nel grazioso centro storico, dove un meritato aperitivo ci ripaga delle fatiche della giornata.

La Mattina seguente si parte alla volta di Massa Marittima (GR). Tracciato forse un po’ più scorrevole della giornata precedente ma molto lungo, ben 280 km. I piloti oggi sono stati messi alla prova da un grande acquazzone negli ultimi 30 km del percorso, fino all’arrivo nel sontuoso resort Pian dei Mucini. La serata, oltre che per l’incantevole location, verrà ricordata anche per essere stata accompagnata dalla sfida tra Italia e Turchia, partita inaugurale di quelli che diventeranno per noi italiani degli indimenticabili Europei di calcio. Per chi vi scrive la giornata è stata memorabile anche per un altro motivo, molto meno spassoso.

Dopo circa 30 – 40 km dalla partenza di Volterra sono stato vittima di una caduta che mi ha costretto a passare la giornata al pronto soccorso di Pontedera. Ma di questo ne parleremo più avanti… ora torniamo alla cronaca di questa Mille Sassi. Nell’ultima giornata ai circa 200 piloti già presenti se ne aggiungono altri cento che hanno deciso di partecipare alla sola tappa conclusiva: è una vera e propria flotta di motociclisti quella che parte sabato 12 giugno da Massa Marittima per fare rientro a Figline Valdarno.

Purtroppo farò la tappa di rientro su un mezzo dell’organizzazione, ma questo non mi ha impedito di ammirare la varietà dei paesaggi toscani in questa giornata in cui a farla da padrone è stato il gran caldo, con temperature che hanno varcato la soglia dei 35°. Nel primo pomeriggio iniziano ad arrivare i primi piloti nella piazza Ficino di Figline Valdarno, tutti provati dalle alte temperature ma visibilmente soddisfatti. Il tempo di un veloce pranzo in piazza e iniziano le premiazioni.

Mille sassiGli organizzatori hanno previsto una medaglia personalizzata per tutti i partecipanti, davvero una bella idea: bravi! E’ ora di bilanci per questa prima edizione della Mille Sassi: lo staff organizzativo ha lavorato molto bene creando un evento che ha richiamato moltissimi piloti, offrendo molti servizi e cercando di far fronte ad ogni imprevisto, senza dimenticare che in tempi di pandemia non è semplice organizzare una manifestazione di questo livello. Anche per quanto riguarda il tracciato sono certo che tutti siano stati soddisfatti.

Credo che molti si aspettassero solo chilometri e chilometri di strade bianche tra vigneti e ulivi. Si, le strade bianche non sono mancate, ma pur senza arrivare a tracce extreme (ricordiamo che l’evento era rivolto alle maxi enduro) non sono mancate le mulattiere, il sottobosco impegnativo, i greti dei fiumi, e anche qualche guado. Insomma, davvero un tracciato per tutti i gusti che ha sfiorato gli 800 km. Di livello anche le location e le strutture che ci hanno ospitato, quindi anche qui solo complimenti per Daniele Alessandrini e tutto il suo staff. Ma torniamo per un attimo alla mia disavventura. Come ho già detto, nella seconda tappa sono stato vittima di una caduta che ha reso necessario il mio trasporto all’ospedale di Pontedera.

Mille sassiDurante la giornata, tra una radiografia e l’altra, ho contattato diverse volte il numero d’emergenza degli organizzatori i quali mi hanno invitato a contattare il numero verde della Federazione in quanto probabilmente avrebbero provveduto in qualche modo a farmi rientrare in albergo, distante circa 130 km. Inizialmente l’operatore mi conferma quanto riferitomi dall’organizzatore, ma in una seconda telefonata, al momento della mia dimissione, mi viene comunicato che avrebbero provveduto a mandarmi un mezzo per il rientro al mio domicilio solo qualora fossi stato dimesso dopo un ricovero.

Ora mi chiedo: in Fmi non ci pensano che se le mie condizioni fossero state tali da richiedere un ricovero forse in ospedale avrei avuto vicino qualcuno della mia famiglia e non avrei certo avuto bisogno di scomodare loro? Non essendo state valutate gravi le mie condizioni nessuno è potuto rimanere in ospedale con me in quanto le norme relative al Covid lo vietano, ma di fatto sono stato dimesso dopo 11 ore e lasciato in mezzo a una strada con varie fratture ed un braccio ingessato dal pollice alla spalla, con uno stivale in mano a causa di una brutta distorsione alla caviglia che mi impediva di camminare, a 130 km dall’albergo e soprattutto… da solo.

Mille Sassi

Franco Picco e Gabriele Feliciani

Questa piccola esperienza mi ha fatto riflettere: per essere più vicini ai tesserati non sarebbe il caso di offrire quei servizi di cui davvero si ha bisogno in caso di incidente, invece di garantire servizi che di fatto difficilmente qualcuno richiederà mai? Ripeto, se fossi stato davvero grave non avrei di certo cercato aiuto alla federazione. Infatti lo stesso giorno ha avuto un incidente anche un’altra partecipante alla Mille Sassi, ma essendo le sue lesioni più gravi delle mie sono stati allertati i famigliari che sono subito partiti dal Veneto per venirla a recuperare.

Tengo a precisare che la mia non vuole essere una lamentela rivolta alla Federazione ma, se possibile, solo una piccola critica costruttiva affinché si possa arrivare a non trovarsi completamente da soli nei momenti di necessità.


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