PERSONAGGI | Andrea Verona
Febbraio 7, 2020
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PERSONAGGI | Andrea Verona

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Quando lo si intervista si ha l’impressione di parlare con un uomo fatto, un adulto e non un ragazzo di 20 anni. La sua flemma, la sua pacatezza e la sua maturità ne fanno un campione completo

Tre volte campione del mondo, nel 2017, 2018 e 2019, in sella a una TM, e sei titoli italiani già chiusi nella sua cassaforte. Due nel minienduro, due nell’Under 23 50cc, uno nella Youth Assoluti, e uno nella Junior nel 2019. Più podii nell’Europeo e nel Mondiale, Sei giorni compresa, con quello splendido primo nel 2016, nella classifica Club, un secondo nel 2017 nella Junior e il primo nella classifica Junior, sempre ISDE, del 2018.
Questo è Andrea Verona, un ragazzo di vent’anni – ne compirà ventuno ad aprile – che ha ha fatto dell’enduro la colonna sonora della sua vita. Almeno in questo momento. Sì perchè l’enduro in realtà, così come la moto, sono entrati nella vita di Andrea grazie a suo papà, Simone che quando suo figlio aveva tre anni e mezzo, senza che Andrea l’avesse mai richiesta, o avesse mai manifestato un particolare interesse per la cosa, gli regalò una moto. La storia la conoscono ormai quasi tutti, ma è sempre bello farsela raccontare di nuovo, con dovizia di particolari e dettagli, dallo stesso protagonista.

Andrea-Verona-intervista“Avevo tre anni e mezzo quando mio papà mi regalò la mia prima moto. Stavo giocando con altri amici sulla via di casa e a un certo punto papà arrivò con la macchina rientrando dal lavoro. Aprì il bagagliaio dell’auto e mi chiamò. Andai a vedere perchè mi stava chiamando domandandomi cosa potesse aver portato a casa e quando gettai l’occhio nel bagagliaio vidi una moto. Rimasi sorpreso, non me l’aspettavo e soprattutto non ne sapevo nulla. Seguivo mio papà alle sue gare, è vero, ma ero molto piccolo e non mi era neanche mai venuto in mente di salire su una moto. Ci pensò lui, per me. Ci salii sopra e feci un breve giro sul vialetto di casa. Era un Malaguti Grizzly 50 piccolo piccolo. La mia prima moto”.

Il resto dell’intervista vi aspetta in edicola: EnduroAction n° 22 febbraio/marzo

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