Personaggi | Il vulcanico Simone Agazzi
Marzo 12, 2019 Condividi

Personaggi | Il vulcanico Simone Agazzi

Il vulcanico Simone Agazzi

Personaggio dal temperamento robusto, che non disdegna mai dall’elargire sorrisi e pacche sulla spalla, è diventato un’icona nel mondo dei Rally made in Italy.

Il vulcanico Simone Agazzi è salito sulla ribalta dopo la conquista del terzo posto assoluto nella recente Africa Eco Race con un bolide costruito nelle sue officine. Per intervistarlo lo abbiamo dovuto praticamente legare alla seggiola del suo ufficio, ma credeteci, non è rimasto fermo un istante. Cento cose da fare, e altrettante da dire.

Il tuo rapporto con la moto. Passione o Lavoro?
Passione innanzitutto, nata dagli anni passati nella concessionaria dello zio dove ho imparato moltissimo. Lavoro ovviamente perché alla fine i conti devono sempre quadrare.
Raccontaci come sei arrivato sulle due ruote e perché quelle artigliate.
Sono arrivato alle ruote artigliate a 14 anni iniziando quasi per gioco a divertirmi con una moto da trial, colpo di fulmine e via con l’off-road: trial, cross ed enduro nell’ordine. Devo comunque continuare a lavorare, ma facendolo nell’ambito della mia passione non posso essere che contento.

Quali sono i tuoi migliori risultati nell’enduro?
5° al campionato europeo enduro 2010 e 2011 Classe 250 4t.

Perché hai deciso di lasciarlo e di approdare nel mondo dei Rally
L’enduro così come è attualmente strutturato cominciava a starmi un po’ stretto e dopo un paio di viaggi in moto in Tunisia la voglia di Africa mi ha contagiato. Da lì ad organizzare la mia prima Dakar il passo è stato breve.

Dietro tutto questo c’è Simone. Come sei cambiato in questi anni?
Parlare di sé stessi è sempre difficile. Rischi di apparire la persona che non sei o che non vorresti essere. Se penso che rispetto a soli 5 anni fa ora sono una persona diversa, mi stupisco. Penso di essere riuscito, a mie spese a incanalare le mie doti e le mie passioni in un unico filo conduttore, rendendole utili, oltre che a me, stesso anche agli altri. Il Simone di qualche

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