TEST | Beta RR 430
Ottobre 30, 2019 Condividi

TEST | Beta RR 430

Beta RR 430 – Amore a prima vista

Esteticamente è la più bella del reame toscano e una volta in sella dimostra caparbietà e quel pizzico di cattiveria che non guasta mai

Per questa nuova stagione la casa Toscana ha fatto quello che tutti aspettavamo da almeno due annetti, ovvero rinnovare il proprio parco moto da cima a fondo, sia per quanto riguarda le linee sia per quanto riguarda i motori.

Alla presentazione del Ciocco in tarda estate il nostro tester Matteo Bresolin aveva provato per Enduro Action tutta la gamma e già in quell’occasione la Beta 430 aveva colpito la fantasia di molti grazie ad una delle linee più belle viste nel mondo dell’enduro negli ultimi anni. E’ stato in pratica, amore a prima vista.

Beta RR 430

Beta RR 430 2020

Cominciamo ad analizzare proprio a livello estetico, tutta la parte anteriore della 430. Il parafango è bello, slanciato e aperto sul finale per proteggere in modo ottimale dagli schizzi di fango; la venatura centrale ricorda un po’ il vecchio parafango ma ai bordi si allarga e viene leggermente all’insù. Il faro occupa una posizione predominante: è grande, con un fascio di luce importante e un supporto con forme veramente azzeccate che coincidono perfettamente con il parafango.

Molto belli e filanti i convogliatori privi di ogni asperità in modo da impedire incastri con le ginocchiere, e finalmente, si aprono in maniera graduale e non come in altri modelli precedenti agili finchè li guidavi in piedi ma più pesanti per l’inserimento in curva.

E’ stato rivisto anche il posteriore che resta abbastanza simile al vecchio ma sempre molto slanciato e minimale con lo scarico scoperto cosa che gli conferisce una bella linea aggressiva. Elegante il nuovo tasto per le mappature posto sopra il rapporto del serbatoio ben protetto e facile da utilizzare.

Il resto dell’articolo vi aspetta in edicola: EnduroAction n° 21 novembre/dicembre

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