VIAGGIO NEL MONDO DEI MOTO CLUB | Renzo d’Adda
Febbraio 6, 2020 Condividi

VIAGGIO NEL MONDO DEI MOTO CLUB | Renzo d’Adda

Renzo d’Adda – La forza della passione

Ottant’anni appena compiuti, Renzo D’Adda è veramente uno dei pilastri dell’enduro italiano. Personaggi, gare, moto club, gli anni della direzione gara e ovviamente la sua storia d’amore, che dura da 56 anni.

Incontrare Renzo D’Adda, e ovviamente anche Nella, la moglie, che è sempre al suo fianco, è un piacere unico. Farsi raccontare la loro vita e la loro carriera è una cosa che inevitabilmente li coinvolge entrambi. Un po’ per aiutarsi con la memoria, un po’ perchè hanno sempre condiviso tutto quello che facevano. Chiacchierare con loro, per ore, offre uno spaccato di vita, di enduro, di storia emozionante, che scorre attraverso le maglie della bergamasca, e del Moto Club Bergamo. Renzo D’Adda è nato il 14 luglio del 1939

Prima moto?

Renzo D’Adda: “La Vespa 125, ma avevo già 22 anni. Prima c’era il Benelli 500 del mio papà con cui andavamo in giro, una moto del 1938 e appena ho potuto l’ho guidata io. Poi ho avuto il Gilera 125 nel 1972, e in quello stesso anno ho cominciato a correre, o meglio, per modo di dire perchè in realtà per noi non era correre, ci divertivamo e basta. Garette di regolarità come il Capriolo, la Mela d’Argento e poi la Valli che corsi nell’anno in cui vinse il Taiocchi e arrivarono solo in 11 al traguardo. Appena partito trovai un tedesco sul tracciato che mi disse ‘Kaput’ e capii che la mia prima Valli era già finita lì. Una volta corsi al campionato italiano, a Roncola, sotto la neve e ottenni un 14° posto, sempre negli anni Settanta. Mi ricordo che alle sei di mattina a Roncobello, c’era in giro il sindaco sul camion a spargere il sale per permetterci di correre”.

Renzo D’Adda

Renzo D’Adda

Sono ricordi di altri tempi davvero, quanti piloti c’erano allora al via?

Renzo D’Adda: “Ce n’erano sempre moltissimi, ma ricordo una volta a Villa d’Adda con 650 piloti. Io partivo intorno a mezzogiorno laddove il primo era partito alle 8”.

Il resto dell’articolo vi aspetta in edicola: EnduroAction n° 22 febbraio/marzo

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